Ritmo sbilenco. Un filmino….

“Domenica 23 alle 21:00 sei precettato!”. Chiaro e conciso. Rispondo “guarda che Elio vado a vederlo venerdì. Comunque ti accompagno a vederlo anche  domenica”.

Per essere chiari quel venerdì sarei andato a vedere “Largo al factotum” all’Ambra Jovinelli. Certo del fatto che l’invito per la domenica riguardasse lo stesso spettacolo mi ero piacevolmente convinto di rivederlo.

Invece la domenica, con grande sorpresa, mi sono ritrovato all’Auditorium Parco della Musica dove si sarebbe svolta la serata conclusiva del Roma Film Festival. E visto che avevo evitato sino a quel momento di chiedere di cosa si trattasse ho lasciato scorrere gli eventi restando uno spettatore ignaro.

Quando mi sono ritrovato a pochi passi da Elio e Rocco Tanica vestiti in elegante abito da sera era chiaro che la serata avrebbe riguardato gli Elio e le storie tese, ma non capivo ancora quanto. Immaginavo avessero composto le  musiche di un film o almeno qualche brano. Dopo le loro foto di rito sul parterre rosso siamo entrati. Sul biglietto che mi era stato appena dato c’era scritto “Ritmo sbilenco. Un filmino…” e ancora non mi era chiaro di cosa si trattasse.

La sorpresa di sapere che il “filmino” fosse un film-documentario su Elio e le storie tese mi ha lasciato felicemente sorpreso. Non me l’aspettavo. Non avevo ne letto ne sentito nulla del film prima di quel momento.

L’intervista prima del film è stata divertente. Si è iniziato con la “contestazione” da parte di Rocco Tanica del fatto che il parterre fosse arancione e non rosso sino a parlare delle loro esperienze cinematografiche in “Rocco e le storie tese”.

Il film racconta del periodo che va dal festival di San Remo sino alla data del concerto del Forum di Assago del “piccoli energumeni tour”. Si parla delle persone che compongono il gruppo. Si guardano negli occhi tutti i componenti della band, le loro vite, i loro interessi, le loro passioni, i loro lavori.

Si raccontano fatti trascorsi e come mi capita ogni volta si fa accenno a Feiez a me vengono le lacrime.

Credo sia un film bello da vedere per chi come me apprezza gli Elio e le storie tese ma anche per chi non ha mai avuto modo di avvicinarsi a loro.

Erano le 4…

Ieri sera stavo guardando sul canale TED un video riguardo le tecnologie dello storytelling. Un breve video che mostra come nel corso del tempo siano evoluti gli strumenti per raccontare le storie.

Come normalmente accade al termine di un video ne inizia un altro e TED, sempre pieno di sorprese, ha presentato un nuovo video questa volta di un tale Rives che recitava una storia interamente scritta con emoticons.

A questo video ne è seguito ancora uno sempre di Rives. Il titolo the “The 4 a.m. mistery“. Un simpatica serie di situazioni che ruotano intorno alle 4 del mattino.

Non so cosa abbia portato Rives a parlare delle 4 del mattino ma al pari ignoro cosa abbia portato Fiorello a fare una serie di sketch su Franco Califano che lo vedevano fare cose sempre alle 4 del mattino. Fatto sta che  per me il passo tra Rives a Califano interpretato da Fiorello è stato breve. Non potevo proseguire la serata senza rivedere quel bellissimo spettacolo in cui Fiorello ha ospitato Califano.

Mitico Califfo, quanto ci manchi…

 

Hello world!

Hello World. Così si chiama, o almeno si chiamava, il primo programma scritto in un nuovo linguaggio di programmazione. E dalla scrittura di Hello World si iniziava per gradi a imparare il nuovo linguaggio alla scoperta di qualcosa di nuovo, un mondo fatto di regole, eccezioni, soluzioni.

Un blog per me è un nuovo mondo. Non so esattamente come muovermi. Quali regole seguire, quali argomenti. Sento la curiosità di avvicinarmi e di imparare a confrontarmi con esso come un bimbo che vede per la prima volta un nuovo gioco.

Questo blog si apre con la stessa curiosità.

Hello World!